POMPA DI CALORE E TERMOSIFONI: UN CONNUBIO CHE FUNZIONA!
Integrare la pompa di calore in un sistema di riscaldamento con termosifoni (o anche con dei fan coils) è un’operazione assolutamente fattibile, al contrario di quanto si pensi, che porta a ottimi rendimenti, senza necessità di interventi invasivi qualora si trattasse di un impianto esistente. Ricordiamo che la direttiva europea in materia di isolamento degli edifici comporta una riduzione del fabbisogno termico del corpo edificio oppure la riduzione della temperatura di progetto a parità di dimensioni. 

Anche CasaClima (oggi Agenzia per l’Energia Alto Adige –CasaClima), centro di competenza per l’efficienza energetica e la sostenibilità in edilizia, di cui l’azienda GLOBAL radiatori è orgogliosamente partner, sfata il mito che le pompe di calore funzionano bene solo con pannelli radianti o ventilconvettori. Se l’edificio è ben isolato, con un fabbisogno termico contenuto, si può lavorare con una soluzione PdC e termosifoni. Le moderne pompe di calore sono in grado di produrre acqua calda fino a 60°- 65°C e garantire il massimo livello di comfort anche negli impianti più datati. Inoltre l’utilizzo di radiatori cosiddetti a bassa temperatura, tramite il funzionamento “start & stop”, permette di ottenere prestazioni ottimali anche con temperature di mandata inferiori a 40 °C. Condizione necessaria è però che la pompa di calore dovrà essere della tipologia aria – acqua: la macchina infatti ha bisogno di estrarre calore da una fonte esterna, appunto l’aria, per riscaldare l’acqua che arriverà ai radiatori. È consigliabile che questi ultimi, tra le tipologie presenti sul mercato (principalmente ghisa acciaio e alluminio), siano in alluminio. Il vantaggio? Il materiale permette di lavorare a temperature di mandata più basse rispetto agli altri due, 45-48°C, con una superficie di scambio, quella costituita da lamelle o dai tubi, più ampia degli altri corpi scaldanti. Anche i radiatori tubolari in acciaio sono validi, ma per lavorare efficientemente hanno bisogno di acqua calda sanitaria dalla temperatura minimo di 55-60 °C. Bisognerà prestare attenzione anche all’interasse, ossia alla dimensione del singolo radiatore. Uno dalla dimensione più grande richiederà una temperatura di mandata più bassa per produrre la stessa potenza termica.
Fattore ulteriore da considerare, non di poco conto, è che un sistema a pompa di calore può essere installato all’esterno oppure in un apposito ambiente interno come una cantina o un locale per la lavanderia. Non ci si deve preoccupare della presenza di una canna fumaria o di doverla realizzare, dato che non serve nessun tipo di allacciamento con le tubazione del gas ma solo con la rete elettrica. L’aggiunta poi di una sonda di temperatura installata all’esterno consente perfino di regolare automaticamente la temperatura di mandata dell’impianto e massimizzare il rendimento e il risparmio energetico.
Commenti recenti